C’è un angolo delle Marche dove il tempo sembra essersi fermato, regolato esclusivamente dal respiro lento della natura. È la Riserva Naturale Orientata del Bosco di Tecchie, un tesoro di quasi 200 ettari incastonato nel Comune di Cantiano (PU). Proprio qui, i ragazzi del Servizio Civile hanno vissuto un’intensa giornata sul campo, non solo come visitatori, ma come veri e propri promotori e futuri custodi del territorio.
Un’uscita che unisce la formazione sul campo, la valorizzazione delle aree interne e lo sviluppo di nuove strategie per il turismo sostenibile.
Un ecosistema intatto: l’antico “orto botanico” di Cantiano
Il Bosco di Tecchie non è una foresta come le altre. È un ecosistema primordiale, un “orto botanico naturale” dove la biodiversità esplode in tutta la sua complessa armonia. Camminando lungo il bacino idrografico del Fosso dei Cerreti, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino la coesistenza di cerri monumentali alti più di trenta metri e fagge secolari, uniti a muschi e specie rare come la salamandra pezzata (gialla e nera), simbolo di una purezza ambientale ormai rarissima.
I ragazzi hanno percorso i sentieri principali della Riserva, partendo dalla località di Ca’ Balbano:
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Il Sentiero del Cerro: che attraversa longitudinalmente il parco.
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Il Sentiero del Faggio: che conduce nel cuore pulsante dell’antica faggeta, un luogo quasi mistico dove gli alberi monumentali creano una cattedrale verde.
“Il Bosco di Tecchie ci insegna che la natura non ha bisogno dell’uomo per proliferare e cavalcare i secoli. Siamo noi ad avere un disperato bisogno di lei per stare bene.”
Il Servizio Civile e la sfida della Promozione Turistica
L’obiettivo dell’uscita va ben oltre la semplice escursione. Il ruolo dei giovani del Servizio Civile è oggi fondamentale per il rilancio delle aree protette dell’Appennino attraverso un turismo lento, consapevole e accessibile.
Durante la giornata, il gruppo ha analizzato le infrastrutture dedicate all’accoglienza (come il rifugio di Cà Tecchie, punto strategico dove si intersecano i sentieri) e la segnaletica didattica. Diventare “promotori” di questo territorio significa saper raccontare Tecchie non come un parco giochi cartolina, ma come un’esperienza di connessione profonda.
Le idee nate dal confronto tra i ragazzi durante il trekking diventeranno la base per nuovi progetti di comunicazione digitale, creazione di itinerari e valorizzazione turistica capaci di attrarre amanti del trekking, del nordic walking e scolaresche.
Il viaggio del Servizio Civile nel cuore delle Marche continua: la promozione del territorio passa dagli occhi, dall’entusiasmo e dalle idee delle nuove generazioni.